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Corso Gallio, 25
03041 Alvito (FR)
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Alvito, paese che si arrampica con i suoi tre strati (Valle, Peschio e Castello) su una collina, dai 415 ai 750 metri s.l.m., è un’oasi di pace immersa nel verde, con tanti caratteristici spunti ed elementi d’interesse artistico ed architettonico, fra i quali i ruderi del castello medievale, il cinquecentesco Convento di S. Nicola e le antiche fontane.

Erminio Sipari e il Principe D'Aosta
Nel corso dei secoli, questo centro ha dato i natali a personaggi illustri, come l’umanista Mario Equicola (1471-1525), autore del celebre libro De natura de amore, e come Erminio Sipari (1879-1968),un aristocratico illuminato nonché deputato del Regno dal 1913 al 1929 che istituì, per iniziativa privata, il Parco Nazionale d’Abruzzo,prima area protetta d’Italia inaugurata il 9 settembre 1922.
Questi è oggi considerato, proprio per l’attività esplicata in favore della creazione, direzione e difesa del Parco, nel decennio ’22-’33, una della personalità di spicco della prima conservazione della natura in ambito internazionale. Erminio apparteneva ad una famiglia che disponeva di diversi latifondi e aziende armentarie ed agricole in Abruzzo, Puglia e Terra di Lavoro, come attesta Benedetto Croce, così come del gregge di pecore più vasto dell’allora Regno di Napoli.
Lo stesso Croce, nato da Pasquale e Luisa Sipari, a Pescasseroli nella dimora Sipari di largo del Barone (oggi Piazza Benedetto Croce), che è stata eretta nel 1840 sulle ceneri dell’antico palazzo baronale, trascorse i primi mesi di vita nella casa materna di Alvito. Alla destra del portone d’ingresso di questo palazzo storico, che si trova nel corso principale di Alvito (Corso Gallio, già Via Gallia), tra la Chiesa Collegiata Madre di S. Simeone Profeta e la porta di accesso al paese detta “Porta Jacobelli” (da Jacopo Belli),è stata posta un’iscrizione lapidea commemorativa, che così recita:
  La porta della Città nel 1800
«Il I dicembre MDCCCLXXIX qui nacque Erminio Sipari che nel corso di feconda attività politica attuava fra i primi in Italia con antiveggenza, tenacia, abnegazione nuovi indirizzi protettivi della natura fondando, nel 1922, il Parco nazionale d’Abruzzo.
A lui il cugino Benedetto Croce volle dedicare la monografia sulla natia Pescasseroli poi collocata nella Storia del Regno di Napoli. I nipoti, l’Ente Autonomo del Parco nazionale d’Abruzzo, la città di Alvito nel CXX anniversario della nascita decretarono».
Palazzo Sipari di Alvito è stato costruito nel 1858, in occasione del matrimonio tra Carmelo Sipari (1832-1905), padre di Erminio, e Cristina Cappelli dei marchesi di Torano. E venne realizzato in circa 8 mesi: i tempi ristretti, che tuttavia non ne impedirono una costruzione ineccepibile dal punto di vista architettonico, furono determinati da una clausola del contratto nuziale, la quale prevedeva che se la sposa non si fosse trovata a proprio agio nel palazzo pescasserolese, in convivenza con i suoceri, la cospicua dote di 8000 ducati sarebbe stata reincamerata dalla sua famiglia.

Carmelo Sipari
Carmelo in seguito fu nominato più volte sindaco e assessore dei comuni di Pescasseroli (L’Aquila) e di Alvito (prov. di Caserta, dal 1927 di Frosinone), e perorò assieme al fratello, l’intellettuale Francesco Saverio (1828-1876), l’istituzione della prima riserva reale dell’Alta Val di Sangro, una forma di area protetta ante-litteram, che peraltro vide la luce nello stesso anno in cui, negli Stati Uniti, veniva inaugurato il Parco di Yellowstone.
Per i suoi meriti amministrativi e per le sue iniziative sociali, Carmelo ottenne, nel 1900, l’onorificenza di Commendatore nell’ Ordine della Corona d’Italia. A partire dal luglio 1992, due dei cinque piani di Palazzo Sipari di Alvito sono stati adibiti, da un ramo della stessa famiglia, per scopi turistico-ricettivi, con l’apertura del Residence Hotel Raffaello, a conduzione familiare, sotto la direzione di Nicoletta Sipari. I lavori svolti tra il 1990 e il 1992 sono stati finalizzati ad un restauro conservativo di pregio. Nel primo piano (partendo dal Corso Gallio), i locali, in stile neoclassico, sono riservati alla reception, alle suites, al salone di ricevimento e alla saletta studio (biblioteca e archivio Sipari).
Tutto è permeato da una raffinata atmosfera in cui risalta sia l’arredamento, testimone dei gusti delle élites ottocentesche, sia i ben conservati affreschi dei soffitti. Nel piano inferiore (il secondo dalla Chiesa di S. Simeone) si trovano, invece, diverse tipologie di stanze (singole, doppie, triple), in ambienti più piccoli ma dotati di tutti i comfort, oltre a due mini appartamenti.
 
Bibliografia di riferimento:
 
- Lorenzo ARNONE SIPARI, Dalla riserva reale dell’Alta Val di Sangro alla costituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo, in La lunga guerra per il Parco Nazionale d’Abruzzo (Quaderni di Rivista Abruzzese, 24), Lanciano 1998, pp. 49-66.

- Lorenzo ARNONE SIPARI, Famiglia, patrimonio, potere locale: i Sipari in Terra di Lavoro nella seconda metà dell’800, in S. Casmirri (a cura di), Le élites italiane prima e dopo l’Unità: formazione e vita civile, Caramanica, Marina di Minturno 2000, pp. 215-265.

- Lorenzo ARNONE SIPARI, Il percorso di Croce all’ecologia liberale attraverso le radici materne, in L. Arnone Sipari, A. Sorrentino, G. Varone (a cura di), Croce tra noi. Due giornate di studio (Pescasseroli-Università di Cassino, 3-4 giugno 2002), Mephite, Atripalda 2003, pp. 25-37.

- Lorenzo ARNONE SIPARI, Gli inediti di Benedetto Croce nell’Archivio Sipari di Alvito, in «L’Acropoli», V (2004), n° 3.

- Lorenzo ARNONE SIPARI, «Il Parco Nazionale d’Abruzzo liberato dall’allagamento». Un conflitto tra tutela ambientale e sviluppo industriale durante il fascismo, in «Rivista della Scuola superiore dell’economia e delle finanze», I (2004), n° 8-9.

- Raffaella CAPITELLI, La famiglia Sipari ad Alvito (1830-1905). Iniziativa economica e identità borghese in Terra di Lavoro dopo l’Unità,, Bardi editore, Roma 1999.

- Benedetto CROCE, Storia del Regno di Napoli, a cura di G. Galasso, Adelphi, Milano 1992.

- Luigi PICCIONI, Erminio Sipari. Origini sociali e opere dell’artefice del Parco Nazionale d’Abruzzo, (L’uomo e l’ambiente, 26), Università degli Studi di Camerino, Camerino 1997.

- Luigi PICCIONI, Il volto amato della Patria. Il primo movimento per la protezione della natura in Italia 1880-1934, (L’uomo e l’ambiente, 32), Università degli Studi di Camerino, Camerino 1999.

- Luigi PICCIONI, La natura come posta in gioco. La dialettica tutela ambientale-sviluppo turistico nella storia della «regione dei parchi», in «Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità ad oggi», vol. XV (L’Abruzzo), Einaudi, Torino 2000, pp. 923-1074.

- Domenico SANTORO, Della vita e delle opere di Mario Equicola, Jecco, Chieti 1906.

- Domenico SANTORO, Pagine sparse di storia alvitana, Jecco, Chieti 1908.

- James SIEVERT, The Origins of Nature Conservation in Italy, Lang, Bern 2000.

- Gerardo VACANA (a cura di), Mario Equicola, Atti del Convegno Nazionale di Studi (Alvito, 5-7 ottobre 1979), Centro Studi Letterari “Val di Comino”, Alvito 1983.